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UCCELLACCI E UCCELLINI un film di Pier Paolo Pasolini


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marija015 (14433)

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ISBN: Ostalo
Godina izdanja: 1966
Oblast: Film
Jezik: Italijanski
Autor: Strani

49304) UCCELLACCI E UCCELLINI un film di Pier Paolo Pasolini , Garzanti Milano 1966
Si può dirc per il cinema quello che Goldmann dice per il romanzo? C`è stata anche nel film la soppres-
sione del « soggetto » come « individuo problematico », corrispondente (Kafka-Nouveau Roman) alla
trasformazionc dell`cconomia liberale dal momento della libera concorrenza a quello dei cartelli é dei
monopoli? Godard e, nell`insieme, il « cinema di pocsia » tendono a distruggere anch`cssi il romanzo
come « ricerca demoniaca » dell`eroe (secondo la formulazione di Lukács: la « ricerca degradata.di
valori autentici in un mondo degradato »)? È chiaro chc nel cinema c`è solo la tendenza a tutto questo.
La destinazione e la produzione del film lo impediscono a priori: non è concepibile l`equivalente, nel
cinema, del romanzo senza personaggio o della pittura non figurativa. Forse incoscientemente, con « Uccellacci e uccellini », `ho cercato di liberarmi di tutte queste possibilità e impossibilità, dovute al mondo economico in cui opero. Trattandosi di tre favole, ossia di apologhi, che esprimono, attraverso ai personaggie alla loro vicenda, l`« idcologia » dell`autore (ho infatti definito il mio film « ideocomico »), hoeluso, non solo attraverso il tradizionale : superamento o distacco dell`ironia, ma soprattutto attraverso la struttura tecnica stessa dell`opera, l`impossibilità di un autore a far altro, nel romanzo, che « una ricerca degradata di valori autentici` in una società degradata »: perchè io infatti rappresento due « personaggi veri » occupati,direttamente e espli- citamente, in una « ricerca degradata di valori autentici in un mondo degradato ». Questo è l`oggetto stesso del mio film. E non per nulla il corvo parlante,verso la fine, cita una frase di Lukács: « il cammino inco- mincia, c il viaggio è finito ». Non accetto insomma di arrendermi all` ecolalia, all`imitazione della « realtà » (la scomparsa dell`individuo problematico, per il prevalere definitivo dei valori di scambio sui valori d`uso): il mio marxismo degli Anni Cin- quanta mi porta a continuare a credere, sempre parafrasando Goldmann, a una « ricerca che progredisce ». Naturalmente senza ottimismo, anzi, nelpiù nero pessimismo. Nell`allegoria di queste tre favole, la trama di fondo è la crisi e la necessità di rinnovamento del marxismo (il corvo parlante che sa di morire - assimilato dai suoi demoniaci, o angelici, ascoltatori). Su questa trama di fondo si fondano moltissimi altri motivi: prima di tutto la condanna alla tendenza del pensiero borghese a « negare ogni sacralità, che si tratti del sacro celeste delle ieligioni trascendentali o del sacro immanente dell`avvenire storico », per cui « il razionalismo borghese ignora nelle sue espressioni estreme l`esistenza stessa dell`arte ». Onde si goda i suoi James
Bond.
Pier Paolo Pasolini
tvrd povez, format 14,5 x 21,5 cm , zaštitni omot, ilustrovano fotografijama iz filma, 257 strana,

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Predmet: 61283909
49304) UCCELLACCI E UCCELLINI un film di Pier Paolo Pasolini , Garzanti Milano 1966
Si può dirc per il cinema quello che Goldmann dice per il romanzo? C`è stata anche nel film la soppres-
sione del « soggetto » come « individuo problematico », corrispondente (Kafka-Nouveau Roman) alla
trasformazionc dell`cconomia liberale dal momento della libera concorrenza a quello dei cartelli é dei
monopoli? Godard e, nell`insieme, il « cinema di pocsia » tendono a distruggere anch`cssi il romanzo
come « ricerca demoniaca » dell`eroe (secondo la formulazione di Lukács: la « ricerca degradata.di
valori autentici in un mondo degradato »)? È chiaro chc nel cinema c`è solo la tendenza a tutto questo.
La destinazione e la produzione del film lo impediscono a priori: non è concepibile l`equivalente, nel
cinema, del romanzo senza personaggio o della pittura non figurativa. Forse incoscientemente, con « Uccellacci e uccellini », `ho cercato di liberarmi di tutte queste possibilità e impossibilità, dovute al mondo economico in cui opero. Trattandosi di tre favole, ossia di apologhi, che esprimono, attraverso ai personaggie alla loro vicenda, l`« idcologia » dell`autore (ho infatti definito il mio film « ideocomico »), hoeluso, non solo attraverso il tradizionale : superamento o distacco dell`ironia, ma soprattutto attraverso la struttura tecnica stessa dell`opera, l`impossibilità di un autore a far altro, nel romanzo, che « una ricerca degradata di valori autentici` in una società degradata »: perchè io infatti rappresento due « personaggi veri » occupati,direttamente e espli- citamente, in una « ricerca degradata di valori autentici in un mondo degradato ». Questo è l`oggetto stesso del mio film. E non per nulla il corvo parlante,verso la fine, cita una frase di Lukács: « il cammino inco- mincia, c il viaggio è finito ». Non accetto insomma di arrendermi all` ecolalia, all`imitazione della « realtà » (la scomparsa dell`individuo problematico, per il prevalere definitivo dei valori di scambio sui valori d`uso): il mio marxismo degli Anni Cin- quanta mi porta a continuare a credere, sempre parafrasando Goldmann, a una « ricerca che progredisce ». Naturalmente senza ottimismo, anzi, nelpiù nero pessimismo. Nell`allegoria di queste tre favole, la trama di fondo è la crisi e la necessità di rinnovamento del marxismo (il corvo parlante che sa di morire - assimilato dai suoi demoniaci, o angelici, ascoltatori). Su questa trama di fondo si fondano moltissimi altri motivi: prima di tutto la condanna alla tendenza del pensiero borghese a « negare ogni sacralità, che si tratti del sacro celeste delle ieligioni trascendentali o del sacro immanente dell`avvenire storico », per cui « il razionalismo borghese ignora nelle sue espressioni estreme l`esistenza stessa dell`arte ». Onde si goda i suoi James
Bond.
Pier Paolo Pasolini
tvrd povez, format 14,5 x 21,5 cm , zaštitni omot, ilustrovano fotografijama iz filma, 257 strana,
61283909 UCCELLACCI E UCCELLINI un film di Pier Paolo Pasolini

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