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Miloš Crnjanski Migrazioni


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ISBN: Ostalo
Godina izdanja: 1992
Autor: Domaći
Jezik: Italijanski

zacepljen omot po sredini,i zalepljen selotepom vidi se na slikama

Paja Jovanovič, La migrazione dei Serbi, 1896 (particolare). Museo Nazionale, Pančevo.

Biblioteca Adelphi, 252
1992, 4ª ediz., pp. 2771

Migrazioni è un epos possente dove si mescolano i destini di alcuni singoli e quelli di un intero popolo. Siamo nel 1744, nella Vojvodina, al confine tra l’Impero austro-ungarico e quello ottomano. I Serbi che abitano in questa terra, dove sono giunti con un’epica migrazione cinquant’anni prima, sono fedeli servitori dell’Impero austriaco e ne combattono le guerre, ma al tempo stesso, in quanto ortodossi, se ne sentono estranei. I tre protagonisti, il nobile Vuk Isakovic, suo fratello Arandjel e sua moglie Dafina, incarnano nelle loro passioni dominanti, la guerra, il commercio, l’amore, la stessa perenne ricerca di qualcosa cui ancorare il proprio esistere, dell’«evento straordinario che, come il cielo, tutto avvolgesse e completasse». Questo immenso romanzo, di cui qui pubblichiamo la prima parte (apparsa nel 1929), è dominato da un senso di smarrimento e sradicamento, dalla nostalgia di ogni patria perduta e dal sogno di ogni terra promessa, nonché dalla percezione di un fluire perenne, cieco e rabbioso, di correnti sotterranee che bagnano le radici della storia. Crnjanski concepì quest’opera, considerata universalmente il suo capolavoro, come un’unica visione, che lo accompagnò ossessivamente per più di trent’anni. Per il suo soffio insieme epico e lirico, per la mirabile cesellatura dei personaggi, per l’evidenza del dettaglio e la vastità della visione, questo libro sta del tutto a parte nel nostro secolo e si impone come una delle prove più alte dell’arte del romanzo moderno.
Migrazioni è l’opera centrale di Miloš Crnjanski (1893-1977). Pubblicata fra il 1929 e il 1962, viene considerata un classico moderno. La traduzione francese, apparsa nel 1976, fu accolta come una rivelazione.

p.o.iz.vr.p.4

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Predmet: 83674145
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Paja Jovanovič, La migrazione dei Serbi, 1896 (particolare). Museo Nazionale, Pančevo.

Biblioteca Adelphi, 252
1992, 4ª ediz., pp. 2771

Migrazioni è un epos possente dove si mescolano i destini di alcuni singoli e quelli di un intero popolo. Siamo nel 1744, nella Vojvodina, al confine tra l’Impero austro-ungarico e quello ottomano. I Serbi che abitano in questa terra, dove sono giunti con un’epica migrazione cinquant’anni prima, sono fedeli servitori dell’Impero austriaco e ne combattono le guerre, ma al tempo stesso, in quanto ortodossi, se ne sentono estranei. I tre protagonisti, il nobile Vuk Isakovic, suo fratello Arandjel e sua moglie Dafina, incarnano nelle loro passioni dominanti, la guerra, il commercio, l’amore, la stessa perenne ricerca di qualcosa cui ancorare il proprio esistere, dell’«evento straordinario che, come il cielo, tutto avvolgesse e completasse». Questo immenso romanzo, di cui qui pubblichiamo la prima parte (apparsa nel 1929), è dominato da un senso di smarrimento e sradicamento, dalla nostalgia di ogni patria perduta e dal sogno di ogni terra promessa, nonché dalla percezione di un fluire perenne, cieco e rabbioso, di correnti sotterranee che bagnano le radici della storia. Crnjanski concepì quest’opera, considerata universalmente il suo capolavoro, come un’unica visione, che lo accompagnò ossessivamente per più di trent’anni. Per il suo soffio insieme epico e lirico, per la mirabile cesellatura dei personaggi, per l’evidenza del dettaglio e la vastità della visione, questo libro sta del tutto a parte nel nostro secolo e si impone come una delle prove più alte dell’arte del romanzo moderno.
Migrazioni è l’opera centrale di Miloš Crnjanski (1893-1977). Pubblicata fra il 1929 e il 1962, viene considerata un classico moderno. La traduzione francese, apparsa nel 1976, fu accolta come una rivelazione.

p.o.iz.vr.p.4
83674145 Miloš Crnjanski Migrazioni

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